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  I BESTIARI

Quello che viene volgarmente detto Bestiario altro non è che un trattato nel quale vengono descritte la forma e le abitudini di animali comuni, esotici o del tutto immaginari.

Opere di questo genere, come il "Bestiaire di Philippe de Thaon "(1126), furono molto diffuse soprattutto nel XII e XIII sec. ma è bene precisare come le descrizioni contenute in questi testi fossero per lo più meri rifacimenti di scritti greci e latini (soprattutto il c.d. "Fisiologo" opera greca del II sec. d.C) e le finalità perseguite non avessero carattere scientifico.

Al di là di interessare il lettore con i propri fantasiosi resoconti, l'autore intendeva infatti usare lo studio degli animali come pretesto per trarre dalla natura simboli religiosi e trasmettere precetti di carattere morale, così accade per esempio ne l'"Acerba di Cecco d'Ascoli" o ne "il Fiore di virtù", entrambi opere italiane.

La descrizione di animali straordinari non era peraltro caratteristica esclusiva della cultura mediterranea (cui gli autori dei bestiari si rifacevano attingendo a piene mani da Aristotele, Plinio il Vecchio, ecc.) ma apparteneva anche al folklore celtico.

Ne è testimonianza al riguardo la "Navigatio Brendani" (testo latino del X secolo ma che fu tradotto a poco a poco in tutte le lingue volgari dell'Europa occidentale tanto da diventare uno dei libri di viaggi più popolari di tutto il Medioevo) che affonda le sue origini nella tradizione celtico-cristiano dell'Irlanda primitiva e narra di San Brandano, abate di un monastero irlandese partito con quattordici fratelli alla ricerca del paradiso terrestre al di là dei mari.
Fra gli incontri della sua lunga odissea attraverso l'oceano vi sarebbe stata anche una balena di dimensioni spropositate tale da essere scambiata per un'isola e sulla quale San Brandano ed i suoi compagni sarebbero sbarcati per celebrarvi la messa il giorno di Pasqua.

Il fascino dei racconti contenuti nei bestiari influenzò molto gli artisti dell'epoca che ripresero le descrizioni riportandole in vivaci miniature o nelle vetrate delle cattedrali gotiche. Alla simbologia animalesca si ispirò poi la tradizione che vive ancora oggi nell'araldica delle nobili famiglie di tutta Europa.

Giannetto di Belforte


A questo punto se volete conoscere alcune curiosità su animali più o meno noti, ecco qualche "chicca":