Purtroppo, a parte poche celebri eroine (come la citata Matilde o la ancor più famosa Giovanna d'Arco), restano ignoti i nomi delle tante donne che, durante il medioevo, dovettero confrontarsi con la dura realtà dei loro tempi e spesso porre mano alle armi per difendere la casa, i figli e la loro stessa vita.
Uno dei più singolari episodi della storia cavalleresca spagnola fu proprio quello delle donne di Tortosa (Catalogna) che nel 1149 si trovarono, in carenza di uomini, ad affrontare una incursione saracena. Armate di scuri, di mazze e di coraggio respinsero gli strabiliati aggressori.
Questa impresa, destinata a passare alla storia, fu premiata dal Conte Raimondo Beringhieri di Barcellona che costituì per loro l'Ordine delle Dame della Scure, riservando ad esse numerosi privilegi quali la precedenza sugli uomini in ogni cerimonia, l'esenzione dalle tasse oltre a diritti patrimoniali di vario genere sui beni dei mariti[1].
Analoghi riconoscimenti furono riconosciuti, sempre per gesta valorose compiute in occasione di un assedio, alle donne di Beauvais (1472) tra le quali si distinse tale Jeanne Lainé detta Jeanne Hachette (hachette = accetta, scure)[2].
Meno celebri, ma non meno determinate, furono le donne coperte da solide armature che si unirono agli uomini nella difesa della fortezza di Gallipoli (1305), resistendo vittoriosamente contro un attacco in forze dei famosi balestrieri genovesi.
Così racconta l'episodio il cronista catalano Raimondo Muntaner: "...(i genovesi) fecero piovere su di noi un nembo di dardi che coprivano il cielo, e durarono sino a nona sicché tutto il castello n'era pieno..." una delle donne che gettava sassi dalle mura "sfregiata nel viso da cinque dardi, continuò a combattere come se non fosse stata toccata...". Ma dopo mezzogiorno gli attaccanti avevano esaurito le munizioni e uomini e donne, rimasti indenni, poterono finalmente slacciarsi le armature che, per il caldo di luglio, riuscivano insopportabili[3].
Dietro la protezione delle mura le differenze tra uomini e donne diventavano praticamente irrilevanti e gli aggressori avevano ben poco da illudersi: Simone di Montfort[4], comandante della crociata contro gli Albigesi, fu ucciso nel giugno del 1218 proprio da una petriera manovrata dalle donne di Tolosa: "La pietra cadde direttamente dove occorreva; essa colpì il conte sull'elmo d'acciaio così fortemente che gli spezzò gli occhi, il cervello, i denti di sopra, la fronte e le mascelle; il conte cadde a terra molto insanguinato e livido"[5].
Ancora donne in armi ritroviamo, quasi cento anni dopo, nel 1306, quando le truppe del Comune di Vercelli e del Vescovo Raniero, stringono d'assedio gli Apostolici di Dolcino asserragliati sui campi fortificati del monte Rubello[6] e delle cime circostanti.
L'anonimo commentatore ci informa che "a queste azioni (si intendono azioni armate di saccheggio ed aggressione) erano pronte e forti allo stesso modo tanto le donne quanto gli uomini, anzi molto spesso le donne portavano vestiti ed armi virili, affinchè il loro esercito apparisse più consistente e quindi più temibile"[7] ed aggiunge un altro commentatore molto più tardo che "le Gazzarine[8]... spiravano ira marziale e ferocia tigresca e armate in guerra anch'elleno correvano furibonde alla preda ed al massacro".
- GLI ORDINI CAVALLERESCHI di Franco Cuomo - Newton & Compton Editori - 2001 - pag. 144
- LA CAVALLERIA MEDIOEVALE di Bernard Marillier - Edizioni L'Età dell'Acquario - 2005 - pag. 97. La città di Beauvais sorge a 74 km da Parigi, ai confini con la Piccardia. Carlo il Temerario, in lotta con Luigi XI assediò la cittą tra il 27 giugno e 22 luglio 1472 vedi ENCICLOPEDIA RIZZOLI LAROUSSE - Rizzoli Editore - Milano - 1966 - Vol. II - pag. 398.
- RAPINE, ASSEDI E BATTAGLIE. LA GUERRA NEL MEDIOEVO di Aldo A.Settia - Editori Laterza - 2002 - pag.277-278
- Si tratta, per la precisione, di Simone IV detto "Il Forte" sire di Montfort ENCICLOPEDIA RIZZOLI LAROUSSE - Rizzoli Editore - Milano - 1969 - Vol. X - pag. 261
- RAPINE, ASSEDI E BATTAGLIE. LA GUERRA NEL MEDIOEVO di Aldo A.Settia - Editori Laterza - 2002 - pag. 128
- Si trova in Piemonte, nel Biellese.
- "... mulieres vestimenta et arma virilia ferebant..." Traduzione della Historia Fratris Dulcini Heresiarche del c.d. Anonimo Sincrono riportata in LA CROCE E IL ROGO di Edgardo Sogno - Mursia - 1974 - pag. 97 e 147
- "Gazzari" è il nome con cui l'Anonimo Sincrono chiama gli affiliati al gruppo di Dolcino - LA CROCE ED IL ROGO - pag. 97 e 139

