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  MODI DI DIRE - MODI DI FARE

Il Medioevo non è così distante come si possa pensare, ma vive ancora oggi in tanti modi di fare ed espressioni verbali che in quell'epoca trovano le loro origini.

Ad esempio il gesto della vittoria, fatto alzando a V l'indice ed il medio, deriva dall'uso del vincitore di far amputare agli arcieri nemici le due dita con le quali tendevano l'arco cosė che, una volta catturati, non combattessero più.
Viceversa gli arcieri vincitori festeggiavano il loro successo mostrando proprio quelle due dita come dire "Ho vinto, infatti ho ancora le dita".
Nei paesi anglosassoni le stesse dita venivano (e vengono) alzate mostrando il dorso della mano per esprimere una minaccia (che col tempo è diventata un pesante insulto).

Altra "eredità" dell'epoca medioevale è il saluto militare fatto portandosi la mano piatta di taglio alla fronte.
Si tratta di un atteggiamento che richiama il fare abituale dei cavalieri che, incontrando un loro pari, alzavano la celata dell'elmo per farsi riconoscere.

In ambito militare abbiamo anche la parola divisa; "divisare" significava infatti riconoscere, nel senso che ai propri soldati si facevano indossare delle vesti (cotte d'armi) dai colori sgargianti perchè, nella confusione della mischia, potessero riconoscersi fra loro evitando di colpirsi a vicenda.

Ancora oggi di uso comune è poi il termine sergente che deriva dall'antico serventes: il nome del soldato di rango inferiore che accompagnava il cavaliere portandone le armi ed assistendolo.
Per altri "sergente" deriverebbe dalla contrazione del termine "serragente" che designava il militare posto all'estremità della schiera che aveva la responsabilità di tenerla ben serrata e solida al momento dell'impatto con il nemico.

Tra le parole di uso quotidiano possiamo ricordare che il posto a tavola viene ancora oggi definito "coperto" dall'uso medioevale di portare le pietanze in tavola coperte appunto da un panno per mantenerle calde.

Nelle case medioevali poi l'ultimo gesto prima di coricarsi era il coprifuoco vale a dire quello di spegnere le braci del camino coprendole, per poi dormire senza correre il rischio di incendi.

Nei borghi delle città medioevali, dove le merci erano portate con i carri attraverso vie strette e talora molto ripide, non era infrequente che il carrettiere disattento finisse per "prendere una cantonata", cioè sbagliasse nell'affrontare una curva andando a sbattere col mozzo della ruota o con la sponda contro l'angolo (cantonata) di una casa.
L'espressione resta ancor oggi per indicare uno sbaglio clamoroso.

Un'ultima nota č riservata alla superstizione relativa ai gatti neri che non deriverebbe soltanto dal fatto che tali animali venissero identificati come i compagni, i "familiari" delle streghe.
Esiste infatti una leggenda che si ricollega alle numerose e sanguinose scorrerie dei pirati saraceni.
Pare infatti che unico superstite di una di queste incursioni fosse stato un gatto completamente annerito dalla cenere degli incendi che avevano devastato il paese saccheggiato.
Quest'immagine, passata di bocca in bocca, sarebbe così divenuta annunciatrice di morte e di sventura.